20 ottobre 2005

da "L'Unità" del 17/10/2005

«E io non mangio più finché il governo non si rimangia i tagli»

da l'Unità 17/10/05

Sono scesi in piazza a Firenze, hanno fatto sentire la loro voce a Roma, parteciperanno al coordinamento nazionale sindacale. Ma non basta. I lavoratori dello spettacolo in Toscana non abbassano la guardia e continuano la loro lotta ai tagli operati dalla finanziaria al Fus. Primo tra tutti Claudio Fantoni, baritono del Coro del Maggio Musicale Fiorentino, che da oggi ha intrapreso uno sciopero della fame ad oltranza. Lo ha comunicato in una lettera aperta mandata via mail ieri al ministro Rocco Buttiglione, in cui il trentasettenne corista fiorentino dichiara il suo intento di proseguire nello sciopero (assumerà solo tre cappuccini al giorno con qualche cucchiaino di zucchero, sotto il controllo medico del professor Marco Ricca) finché non «sarà evidente e chiaro che in sede d’approvazione della legge finanziaria le risorse destinate al Fus non subiranno i tagli ad oggi previsti».

La paura di Fantoni come degli altri 200mila lavoratori del settore è quella che il maxiemendamento che a giorni sarà proposto faccia scattare la fiducia in Parlamento e dunque operi un colpo di spugna sulla possibilità di ottenere un dietrofront da parte di Tremonti. «Ministro, sappiamo che il settore spettacolo può essere migliorato - continua la lettera - ma nessun medico si sognerebbe di intervenire su un paziente sottraendogli l’ossigeno, tentando di asfissiarlo». Ma perché uno sciopero della fame? «Perché se i tagli al Fus non vengono rivisti da Tremonti - ci racconta Fantoni, che è anche sindacalista della Uil e responsabile cultura dell’Unione metropolitana Ds - il settore dello spettacolo sarà lasciato senza più nutrimento e portato ad una lenta ma inesorabile morte». Un gesto teatrale? «L’azione di protesta che ho deciso di mettere in atto - recita ancora la lettera rivolta a Buttiglione - è in qualche modo estrema e l’ho intrapresa solo perché ritengo che in simili casi sia un dovere civile offrire il proprio contributo personale ad una giusta causa».

Intanto ieri in consiglio comunale è stata approvata la risoluzione della commissione cultura di Palazzo Vecchio che invita il sindaco Leonardo Domenici «a proseguire con tutti gli strumenti istituzionali a disposizione, anche in qualità di presidente Anci, nell’azione di contrasto alle decisioni di riduzione del Fus e ad attivarsi presso gli organi del Parlamento nell’ambito dell’iter di approvazione della finanziaria affinché le misure in oggetto siamo cancellate o, quantomeno, fortemente limitate».


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