14 novembre 2005

da Il Manifesto del 10 novembre

norma rangeri nel suo spazio di critica televisiva:

VESPRI
Bondi ama le markette (ma senza il k)
NORMA RANGERI
Sulle note delle Streghe del Macbeth, cantate dal coro del teatro Regio di Torino, compaiono sullo schermo, a caratteri cubitali, i nomi dei principali teatri italiani, accompagnati dai tagli della finanziaria (Carlo Felice: -5,9 milioni. Fenice: -7 milioni. Arena: -6 milioni...). Cifre drammatiche ma virtuali, almeno a sentire «la voce del Cavaliere», appellativo riservato da Piero Chiambretti a Sandro Bondi, ospite di Markette (La7, martedì, mercoledì e giovedì, 23,30). «Non sono ministro della cultura, ma Buttiglione e Forza Italia faranno ogni sforzo per mantenere i livelli di finanziamento se non di più». Bondi è in tv per pubblicizzare il suo libro (Civiltà e amore), ma l'introduzione birichina non lo ha messo di buonumore. E' un incontro tra il virus (della satira) e l'anticorpo. Chiambretti parte in quarta («lei la paga l'Ici?»), e lancia un video canzonatorio sui preti che non pagano la tassa sulla casa («fatti prete! lasciati consigliare da uno che ha le zie suore»). Bondi protesta («se avessi saputo che l'intervista era di questo genere non sarei venuto, non sono qui per parlare di politica ma solo del mio libro»). E' chiaro: il fido consigliere dell'onorevole Bondi, quello che ultimamente si è manifestato con perentorie recensioni di RockPolitik, non ha provveduto a informare il capo che Markette è scritto con il «k» perché in cambio della pubblicità al libro si paga il prezzo di essere presi un po' in giro. Niente a che vedere con il marchettismo della televisione blasonata e riverita. Bastava spiegarli questa differenza per evitargli lo choc di trovarsi in un programma dove il salottino di Porta a Porta è solo un fac-simile dove si vanno a sedere, rigorosamente, donne in gamba come Linda Santaguida (vedi alla voce Briatore).

Comunque, alla fine, si parla del suo libro. Bondi attacca con sperticati complimenti alla sensibilità femminile, prosegue con un «viva le donne che sono l'emblema della conciliazione, dell'ascolto, dell'amore anche verso l'avversario». Dunque un esempio da seguire: destra e sinistra dovrebbero imparare collaborare per risolvere i problemi più importanti. La Grande Coalizione? «Decisamente» conferma Bondi. E meno male che non voleva parlare di politica.

Le incursioni corsare di Chiambretti (e dei suoi sagaci autori) continuano a macinare ottimi ascolti (superiori alla media della rete). Il markettismo salace e senza veli, abile a mescolare il sedere di Magda Gomes con le nudità delle Mademoiselle d'Avignon di Picasso, regala scampoli di televisione omnibus, dove salgono travestiti soavi (Marco Eugenio che veste i panni dell'annunciatrice perfetta) e mascheroni mostruosi (Costantino con il collant), cantanti giovani e sconosciuti (ospitati senza farlo pesare), scrittori, politici. Un appuntamento molto frequentato (a cominciare da Romano Prodi che ha tenuto a battesimo la nuova edizione).


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