24 febbraio 2006

20 febbraio: altre foto

altre foto del 20 febbraio, qui:


5 Comments:

At 25/2/06 17:41, Anonymous Anonimo said...

Ieri 24 febbraio causa sciopero indetto dal sidacato Libersind, la prima de "Barbiere di Siviglia" al teatro lirico di Cagliari è andata in scena senza l'orchestra ma con l'accompagnamento del Pianoforte.
Di seguito il volantino consegnato al pubblico con le motivazioni di tale sciopero.

PERCHE’ SCIOPERIAMO!
Documento del Sindacato Autonomo Libersind-Conf.S.A.L. di Cagliari


I musicisti, i cantanti, i tecnici ed il personale amministrativo delle Fondazioni Lirico Sinfoniche non hanno mai avuto certezza del proprio futuro, ma oggi hanno serie difficoltà anche a credere nel presente.
Questa è una qualità di vita che nessuno si augura ed i lavoratori dei teatri sono stanchi di subirla!
Fin da quando furono create le Fondazioni Lirico-Sinfoniche, eredi degli Enti Lirici, c’è stata una continua necessità di supplicare i vari governi per ottenere i finanziamenti necessari per svolgere la propria funzione, da tutti riconosciuta come altamente sociale, pane per il cuore e la mente del cittadino.

A questo va aggiunto che la gestione delle risorse economiche è da sempre oggetto di contestazione da parte dei lavoratori.
Le Fondazioni hanno oggi accumulato debiti altissimi in tutta Italia, questo le ha rese molto fragili. Tale fragilità ci sta portando sull’orlo della chiusura ora che la recente finanziaria ha effettuato il più colossale taglio di fondi pubblici che si sia mai visto
(-30%). In programma per i prossimi due anni ancora tagli per il 22%.

Anche gli Enti locali hanno a loro volta ridotto i finanziamenti ed alcuni soggetti istituzionali non hanno mai partecipato al sostegno economico del teatro se non con modeste assegnazioni di fondi.
L’unico soggetto che ancora premia il teatro, riconoscendone il valore, la qualità e la funzione sociale siete voi, gli spettatori, sempre in crescita in tutta la nazione e qui a Cagliari in maniera particolare.
Oggi siamo costretti a protestare perché il prezzo di questa grave crisi viene chiesto a chi permette che voi siate qui: i lavoratori del teatro.
Diciamo basta ad un sistema di programmazione che vede costantemente la presenza di allestimenti e cachet artistici che non sono sostenibili con le entrate della Fondazione. Diamo valore a chi garantisce costantemente con la propria presenza e la propria qualità la riuscita di tutti gli spettacoli. Tutti i gestori dicono che, senza orchestra, coro e tutto l’apparato invisibile ma fondamentale che consente di aprire il sipario, il teatro non esisterebbe, tuttavia i primi a subire i tagli e la disoccupazione sono proprio questi tanto decantati lavoratori dei teatri.
Dobbiamo fermare questo dissennato modo di utilizzare la fiducia data a chi gestisce, dobbiamo tutti dire a chi ci rappresenta nei governi e nelle Istituzioni che la musica e tutta l’arte non sono il capriccio di una serata ma una necessità che tutti i popoli civili si devono dare per non fare pericolosi passi verso la barbarie.

Il disagio che subirete questa sera, di cui ci scusiamo, è purtroppo necessario come mezzo estremo per ottenere un’inversione di rotta dalla nostra Dirigenza.

E’ a lei che chiediamo infatti di rivedere la programmazione da subito operando una rivisitazione dei titoli più dispendiosi in cartellone (La Valchiria) per mantenere in equilibrio i conti senza accumulare altro debito (quello attuale è di 19 milioni di euro!).

Chiediamo che tutte le Istituzioni, dalla Regione alla Provincia ed al Comune facciano la loro parte, è una loro precisa responsabilità alla quale non possono sottrarsi, ma non accettiamo che in attesa di vaghe promesse di questo o quel soggetto si proceda a chiedere sacrifici solo ai lavoratori di questo teatro con una manovra che non preveda la certezza del rientro delle cifre tagliate ( 2 milioni dallo Stato + 1 milione dalla Regione ) mettendo così a rischio l’esistenza stessa della Fondazione.

Chiediamo in sintesi che, come in altri teatri è già stato fatto, si proceda a riprogrammare la stagione in corso tenendo conto che la precedente non è più sostenibile, visto che non ci sono più le risorse per finanziarla, e che ciò avvenga immediatamente, in quanto ogni seria possibilità di intervento perde credibilità se procrastinata ad un futuro incerto.

A tutto il pubblico che ci segue con affetto in tantissime serate chiediamo di comprendere le nostre ragioni e indignarsi con noi, sapendo che il destino di 300 famiglie è da sempre legato ad un sistema che premia lautamente chi ha già moltissimo e punisce chi ha deciso di intraprendere questa attività, tenendolo sotto scacco tutta la vita professionale con minacce continue di riduzione di personale o peggio di chiusura dei teatri.

Cittadini e gentile pubblico, ci avete sempre sostenuto ed ascoltato: vi chiediamo di continuare a farlo anche in questo difficile momento che ci vede soggetti deboli in un gioco nel quale non abbiamo nessuna possibilità di interferire.
Oggi siamo decisi ad “interferire” per potervi offrire per tanti anni ancora spettacoli e concerti sempre più numerosi ed apprezzati.
PERCHE’ SCIOPERIAMO!
Documento del Sindacato Autonomo Libersind-Conf.S.A.L. di Cagliari


I musicisti, i cantanti, i tecnici ed il personale amministrativo delle Fondazioni Lirico Sinfoniche non hanno mai avuto certezza del proprio futuro, ma oggi hanno serie difficoltà anche a credere nel presente.
Questa è una qualità di vita che nessuno si augura ed i lavoratori dei teatri sono stanchi di subirla!
Fin da quando furono create le Fondazioni Lirico-Sinfoniche, eredi degli Enti Lirici, c’è stata una continua necessità di supplicare i vari governi per ottenere i finanziamenti necessari per svolgere la propria funzione, da tutti riconosciuta come altamente sociale, pane per il cuore e la mente del cittadino.

A questo va aggiunto che la gestione delle risorse economiche è da sempre oggetto di contestazione da parte dei lavoratori.
Le Fondazioni hanno oggi accumulato debiti altissimi in tutta Italia, questo le ha rese molto fragili. Tale fragilità ci sta portando sull’orlo della chiusura ora che la recente finanziaria ha effettuato il più colossale taglio di fondi pubblici che si sia mai visto
(-30%). In programma per i prossimi due anni ancora tagli per il 22%.

Anche gli Enti locali hanno a loro volta ridotto i finanziamenti ed alcuni soggetti istituzionali non hanno mai partecipato al sostegno economico del teatro se non con modeste assegnazioni di fondi.
L’unico soggetto che ancora premia il teatro, riconoscendone il valore, la qualità e la funzione sociale siete voi, gli spettatori, sempre in crescita in tutta la nazione e qui a Cagliari in maniera particolare.
Oggi siamo costretti a protestare perché il prezzo di questa grave crisi viene chiesto a chi permette che voi siate qui: i lavoratori del teatro.
Diciamo basta ad un sistema di programmazione che vede costantemente la presenza di allestimenti e cachet artistici che non sono sostenibili con le entrate della Fondazione. Diamo valore a chi garantisce costantemente con la propria presenza e la propria qualità la riuscita di tutti gli spettacoli. Tutti i gestori dicono che, senza orchestra, coro e tutto l’apparato invisibile ma fondamentale che consente di aprire il sipario, il teatro non esisterebbe, tuttavia i primi a subire i tagli e la disoccupazione sono proprio questi tanto decantati lavoratori dei teatri.
Dobbiamo fermare questo dissennato modo di utilizzare la fiducia data a chi gestisce, dobbiamo tutti dire a chi ci rappresenta nei governi e nelle Istituzioni che la musica e tutta l’arte non sono il capriccio di una serata ma una necessità che tutti i popoli civili si devono dare per non fare pericolosi passi verso la barbarie.

Il disagio che subirete questa sera, di cui ci scusiamo, è purtroppo necessario come mezzo estremo per ottenere un’inversione di rotta dalla nostra Dirigenza.

E’ a lei che chiediamo infatti di rivedere la programmazione da subito operando una rivisitazione dei titoli più dispendiosi in cartellone (La Valchiria) per mantenere in equilibrio i conti senza accumulare altro debito (quello attuale è di 19 milioni di euro!).

Chiediamo che tutte le Istituzioni, dalla Regione alla Provincia ed al Comune facciano la loro parte, è una loro precisa responsabilità alla quale non possono sottrarsi, ma non accettiamo che in attesa di vaghe promesse di questo o quel soggetto si proceda a chiedere sacrifici solo ai lavoratori di questo teatro con una manovra che non preveda la certezza del rientro delle cifre tagliate ( 2 milioni dallo Stato + 1 milione dalla Regione ) mettendo così a rischio l’esistenza stessa della Fondazione.

Chiediamo in sintesi che, come in altri teatri è già stato fatto, si proceda a riprogrammare la stagione in corso tenendo conto che la precedente non è più sostenibile, visto che non ci sono più le risorse per finanziarla, e che ciò avvenga immediatamente, in quanto ogni seria possibilità di intervento perde credibilità se procrastinata ad un futuro incerto.

A tutto il pubblico che ci segue con affetto in tantissime serate chiediamo di comprendere le nostre ragioni e indignarsi con noi, sapendo che il destino di 300 famiglie è da sempre legato ad un sistema che premia lautamente chi ha già moltissimo e punisce chi ha deciso di intraprendere questa attività, tenendolo sotto scacco tutta la vita professionale con minacce continue di riduzione di personale o peggio di chiusura dei teatri.

Cittadini e gentile pubblico, ci avete sempre sostenuto ed ascoltato: vi chiediamo di continuare a farlo anche in questo difficile momento che ci vede soggetti deboli in un gioco nel quale non abbiamo nessuna possibilità di interferire.
Oggi siamo decisi ad “interferire” per potervi offrire per tanti anni ancora spettacoli e concerti sempre più numerosi ed apprezzati.

 
At 27/2/06 20:07, Anonymous Anonimo said...

Interessante articolo di Baudino (La Stampa) su;
http://www.forumfree.net/?t=6881908

 
At 28/2/06 18:27, Anonymous Anonimo said...

allo sciopero del "Barbiere" hanno aderito 45-48 professori d'orchestra e un solo artista del coro.
gli altri 250 lavoratori si sono dissociati ed anzi hanno contribuito all'esecuzione dell'opera terminata con un prolungato e scrosciante applauso di solidarietà del pubblico.
cgil-cisl-uil-fials e snater e rsu hanno aperto un confronto serrato con la Direzione del teatro sul piano di risparmio, sulla programmazione, sul costo del lavoro e sull'occupazione.
La conclusione è stata la firma di una preintesa sulla manovra di risparmio 2006 fra i 5 sindacati e la direzione proprio alla vigilia dello sciopero proclamato dal Libersind.
Ecco il testo della preintesa:

In data 22 e 23 febbraio 2006 presso la sede della Fondazione del Teatro Lirico di Cagliari si sono incontrati

La Direzione della Fondazione del Teatro Lirico di Cagliari, rappresentata dal Sovrintendente, M° Maurizio Pietrantonio, dal Direttore artistico M° Massimo Biscardi, dal Direttore amministrativo dott. Vincenzo Caldo, dal Direttore di programmazione sig. Marco Maimeri e dal Direttore del personale sig. Antioco Usala

E

le Organizzazioni Sindacali Territoriali rappresentate dai sigg.:
Virgilio Cotza per la SLC-CGIL,
Angelo Cocco e Annalisa Pittiu per la FISTEL-CISL,
Domenico Pisano e Efisio Matta per la UILCOM-UIL,
Alessandro Pisu per la FIALS-CISAL;
Giampaolo Ledda e Cristiano Barrovecchio per lo SNATER;

le Rappresentanze Sindacali Unitarie nelle persone dei sigg.:
Francesco Cardinale, Elio Rinaldi, Silvia Spano, Maurizio Minore, Irene Sgrò, Adriana Mereu, Gianni Lai, Andrea Medinas, Nicola Carboni, Marco Picciau, Mario Calamida e Gianluigi Sarigu

Dopo ampia e approfondita discussione si è raggiunta la seguente

preintesa sulla manovra 2006

In particolare si è analizzato un dettagliato documento allegato presentato dalla Direzione aziendale che configura gli indispensabili risparmi necessari a far fronte alla emergenza causata dalla diminuita contribuzione nazionale (- 2 milioni di euro) e regionale (- 1 milione di euro). Per far fronte alle diminuite entrate si interverrà con risparmi su:


Programmazione

Verrà rimodulata e variata la programmazione sinfonica e operistica relativa al cartellone in atto. In particolare, la sostituzione di titoli inseriti nella rassegna operistica verrà decisa (e praticata) entro 45 giorni a far data da oggi, ed interverrà nei confronti degli spettacoli da Nabucco a seguire. Si conferma che la Stagione sinfonica 2006-2007 vedrà la produzione di concerti eseguiti dai settori artistici del Teatro, venendo meno la possibilità di acquisire la prestazione artistica di professionisti ospiti. Relativamente all’attività decentrata, la Fondazione conferma sostegno economico alle produzioni eseguite e prodotte dalle masse artistiche e tecniche dipendenti del Teatro nell’ordinarietà delle rispettive mansioni, escludendosi in tal modo ospitalità onerose. Il sostegno finanziario previsto coprirà progetti in decentramento a completamento dell’attuale stagione in corso, a quelli inseriti nella prossima estiva 06 ed in quella autunnale decorrente da settembre p.v. In ogni caso, il livello di produzione e presenza nel territorio sarà analogo o superiore a quello registrato nel 2005.

occupazione

Le parti convengono che gli interventi sulla programmazione saranno definiti salvaguardando i livelli produttivi e quindi, nel complesso, l'occupazione.
In particolare il risparmio sui costi della forza lavoro impiegata garantirà:
a) l'organico corale di 72 unità;
b) la copertura dell'organico orchestrale previsto unicamente da esigenze di partitura con l’utilizzo degli obblighi contrattuali;
c) l'organico del settore tecnico-amministrativo sarà integrato sulla base delle esigenze della nuova programmazione. Entro il mese di marzo, si procederà alla definizione di esigenze e durata di contratti tenendo conto dei seguenti elementi: anzianità di servizio pregressa, scoperture organiche strutturali e funzionalità effettiva. All'interno di questa verifica le parti concordano, pur contemplando l'esigenza di contenimento dei costi per il 2006, l'individuazione di strumenti, anche pluriennali, che garantiscano continuità.


costo del lavoro

La seconda tranche dovuta ai dipendenti in virtù dell’accordo “diritti televisivi pregressi” risalente all’estate 2004 viene annullata.

Le Parti, nel confermare la validità del contratto integrativo aziendale vigente, convengono di discutere, nel breve, criteri applicativi dello stesso allo scopo di migliorarne i modelli organizzativi e aumentare la produttività. La direzione del Teatro si è impegnata a presentare entro pochi giorni una piattaforma da sottoporre al confronto sindacale.

Le Parti si danno atto che l’attività futura del Teatro dovrà consolidare e aumentare i livelli raggiunti. A tal proposito, concordano di stipulare un accordo sul premio di produzione per gli anni 2006-2007 pari al 12% (comprensivo del 3% contrattuale)
con una integrazione di una percentuale variabile che sarà definita sulla base di indicatori che saranno oggetto di accordo a parte, tenendo conto della produzione, produttività ed effettiva presenza.

Per l’anno 2006 il premio di produzione viene fissato nel 12%, integrato da una percentuale del 3% riconosciuta forfetariamente.
Tale integrazione sarà liquidata al raggiungimento del 50% degli obiettivi indicati nella manovra economica.

Cagliari, 23 febbraio 2006.

firmato
Per la R.S.U.--per le OO.SS. di categoria--per la Fondazione

 
At 4/3/06 15:11, Anonymous Anonimo said...

Siate corretti qualche volta!

Non credo che tutti gli altri 250 lavoratori si siano dissociati, se così fosse, per democrazia, lasciatelo dire a loro!
io personalmente, ma ho il sentore che tanti come me, non ho aderito allo sciopero ma non per questo mi dissocio dalle motivazioni che lo hanno indotto!
Perciò correggo l'inesattezza il conto al momento (teorico e non verificato) dei non aderenti è di 249.
------------------------------250-1=249

 
At 7/3/06 23:37, Anonymous Anonimo said...

Torino, che sta succedendo?
Siete in stand by?
Se ci siete battete un colpo.
Mi mancate!!!!!!!!!!!!!

 

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